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	<title>Giornale Online &#187; Economia</title>
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	<description>Notizie dall&#039;Italia e dal Mondo</description>
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		<title>Equitalia: in Sardegna 70 mila aziende indebitate col fisco</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Nov 2011 14:13:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>news</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
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		<description><![CDATA[Equitalia ha riportato, alla data del 31 dicembre 2010, i dati di una situazione estremamente critica per le imprese sarde: tra fallimenti e debiti, sono più di 70mila le aziende indebitate. I dati di Equitalia e i numeri della crisi delle imprese sarde I dati di Equitalia, sul finire d’anno del 2010, non lasciano ben [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-27" title="Depressione fiscale" src="http://www.gds.sm/wp-content/uploads/2011/12/Crisi-finanziaria-300x240.jpg" alt="Crisi economica" width="300" height="240" /><strong>Equitalia ha riportato, alla data del 31 dicembre 2010, i dati di una situazione estremamente critica per le imprese sarde: tra fallimenti e debiti, sono più di 70mila le aziende indebitate.</strong><span id="more-26"></span></p>
<h2>I dati di Equitalia e i numeri della crisi delle imprese sarde</h2>
<p>I dati di Equitalia, sul finire d’anno del 2010, non lasciano ben sperare per le condizioni di un’altissima percentuale delle aziende della regione Sardegna, ben il 40% del totale: 70430 imprese sarde risultano indebitate per un totale di circa 4 miliardi e 300 milioni di euro, senza contare le quasi 2500 (2351, per l’esattezza) che, schiacciate dalla pressione fiscale, hanno dichiarato fallimento.<br />
A diffondere questi dati allarmanti sono stati, nell’Aula consigliare sarda, il capogruppo dell’Idv, Adriano Salis, e il consigliere del PD Mario Bruno, che hanno illustrato le mozioni su Equitalia: il primo ha denunciato una vera e propria “tragedia sociale” e ha richiesto una posizione forte ed una messa in atto di tutte le misure possibili, ordinarie e straordinarie, da parte del Consiglio regionale, affinché ponga un freno ad una situazione così grave; Bruno ha invece accusato il presidente della regione sarda, Ugo Cappellacci, di non aver compreso appieno la gravità del problema e di non essere quindi in grado, nell’immediato, di muoversi affinché vengano riveduti i meccanismi sanzionatori – le cui procedure di riscossione hanno portato le aziende sarde ad indebitarsi o addirittura a rimanere schiacciate sotto il loro peso.</p>
<h2>Proposte di legge e scioperi per risolvere e denunciare la situazione</h2>
<p>La situazione non si prospetta rosea neppure per il 2011, stando a quanto riportato dalla stessa Equitalia, cosa che ha portato l’Aula consiliare ad impegnare la Giunta regionale per proporre al nuovo Governo un disegno di legge costituzionale: lo scopo ultimo è quello di creare un’Agenzia Regionale, in Sardegna, che abbia il compito di riscuotere direttamente (senza passare quindi per Equitalia) le tasse e i tributi.<br />
Si è dato il via a svariate manifestazioni per sostenere questo progetto e le aziende sarde indebitate, come il sit-in delle lavoratrici della “Feminas de su populu sardu” e lo sciopero della fame di sette donne davanti alla sede della Regione, che richiedono l’applicazione dell’articolo 51, che prevede che la Giunta regionale, di fronte alla dimostrazione che l’applicazione di una legge Statale in materia economica o finanziaria risulti chiaramente dannosa per l’isola, possa chiederne la sospensione.<br />
Dalla sua, il deputato Mauro Pili ha attivato una raccolta di firme (che mira alle 50mila) da inviare al Parlamento e che mira a ridurre i compensi riconosciuti ad Equitalia, al fine di concedere respiro e permettere alle più di 70mila aziende sarde indebitate di risollevarsi dalla loro situazione, in vista anche del futuro.</p>
<p>Foto: imageteam</p>
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		<title>Sardegna taglia i vitalizi ai consiglieri</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Jun 2011 13:56:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>news</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Claudia Lombardo]]></category>
		<category><![CDATA[Consiglieri]]></category>
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		<description><![CDATA[La Sardegna, prima assoluta tra le regioni a statuto speciale e tra le prime del resto d’Italia, mette in atto un nuovo piano “salva-crisi”, tagliando i vitalizi e le indennità per i consiglieri regionali Vitalizi e indennità consiliari L’indennità consiliare, prevista dallo Statuto Sardo nell’art. 26, è determinata in base alla legge regionale del 7 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-8" title="Palazzo comunale" src="http://www.gds.sm/wp-content/uploads/2011/11/Palazzo-comunale.jpg" alt="Amministrazione" width="300" height="200" /><strong>La Sardegna, prima assoluta tra le regioni a statuto speciale e tra le prime del resto d’Italia, mette in atto un nuovo piano “salva-crisi”, tagliando i vitalizi e le indennità per i consiglieri regionali</strong><span id="more-7"></span></p>
<h2>Vitalizi e indennità consiliari</h2>
<p>L’indennità consiliare, prevista dallo Statuto Sardo nell’art. 26, è determinata in base alla  legge regionale del 7 aprile 1966 e fissata in misura non superiore all’80% della corrispondente indennità parlamentale; l’indennità per i consiglieri regionali sardi viene corrisposta in dodici mensilità.<br />
I vitalizi consiliari, invece, in base al Regolamento approvato dall’Ufficio di Presidenza il 21 marzo 2000, provengono da una quota dell’indennità mensile che viene messa da parte appositamente per comporre il vitalizio che il consigliere regionale riceverà a partire dal sessantacinquesimo anno di età. In alcuni casi, in relazione con il numero di anni di cui è stato composto il mandato, il limite di età può scendere fino al sessantesimo anno d’età; sempre a seconda degli anni del mandato (con un minimo di cinque – un intero mandato consiliare), l’importo del vitalizio varia da un minimo del 25% fino ad un massimo dell’80%, per consiglieri che abbiano goduto di un mandato consiliare di trent’anni o superiore.</p>
<h2>Il provvedimento della presidentessa Claudia Lombardo</h2>
<p>Il diciassette novembre 2011 la presidentessa della regione Sardegna Claudia Lombardo ha deliberato la modifica del Regolamento consiliare, assieme all’Ufficio di presidenza del Consiglio, tagliando i vitalizi e le indennità per i consiglieri della sua Regione. Già poche settimane prima, la Lombardo si era resa autrice dell’approvazione della legge per la riduzione del numero di consiglieri regionali da ottanta a sessanta e nella sua agenda figurano, per le prossime settimane, altri tagli sui costi della politica, come le proposte di riduzione delle indennità di carica, della diaria e dei rimborsi spese per i consiglieri regionali.<br />
La presidentessa Lombardo ha sottolineato la volontà del Consiglio regionale della Sardegna di affrontare con la massima serietà la crisi e la recessione finanziaria che stanno colpendo tutti i cittadini, iniziando con la riduzione delle indennità e dei vitalizi consiliari; gli effetti si vedranno negli anni, poiché il provvedimento non è retroattivo, volendo tutelare le somme già versate dagli ex-consiglieri e da quelli in carica.</p>
<p>Foto: Alessio Orrù &#8211; Fotolia</p>
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