Equitalia: in Sardegna 70 mila aziende indebitate col fisco

Crisi economicaEquitalia ha riportato, alla data del 31 dicembre 2010, i dati di una situazione estremamente critica per le imprese sarde: tra fallimenti e debiti, sono più di 70mila le aziende indebitate.

I dati di Equitalia e i numeri della crisi delle imprese sarde

I dati di Equitalia, sul finire d’anno del 2010, non lasciano ben sperare per le condizioni di un’altissima percentuale delle aziende della regione Sardegna, ben il 40% del totale: 70430 imprese sarde risultano indebitate per un totale di circa 4 miliardi e 300 milioni di euro, senza contare le quasi 2500 (2351, per l’esattezza) che, schiacciate dalla pressione fiscale, hanno dichiarato fallimento.
A diffondere questi dati allarmanti sono stati, nell’Aula consigliare sarda, il capogruppo dell’Idv, Adriano Salis, e il consigliere del PD Mario Bruno, che hanno illustrato le mozioni su Equitalia: il primo ha denunciato una vera e propria “tragedia sociale” e ha richiesto una posizione forte ed una messa in atto di tutte le misure possibili, ordinarie e straordinarie, da parte del Consiglio regionale, affinché ponga un freno ad una situazione così grave; Bruno ha invece accusato il presidente della regione sarda, Ugo Cappellacci, di non aver compreso appieno la gravità del problema e di non essere quindi in grado, nell’immediato, di muoversi affinché vengano riveduti i meccanismi sanzionatori – le cui procedure di riscossione hanno portato le aziende sarde ad indebitarsi o addirittura a rimanere schiacciate sotto il loro peso.

Proposte di legge e scioperi per risolvere e denunciare la situazione

La situazione non si prospetta rosea neppure per il 2011, stando a quanto riportato dalla stessa Equitalia, cosa che ha portato l’Aula consiliare ad impegnare la Giunta regionale per proporre al nuovo Governo un disegno di legge costituzionale: lo scopo ultimo è quello di creare un’Agenzia Regionale, in Sardegna, che abbia il compito di riscuotere direttamente (senza passare quindi per Equitalia) le tasse e i tributi.
Si è dato il via a svariate manifestazioni per sostenere questo progetto e le aziende sarde indebitate, come il sit-in delle lavoratrici della “Feminas de su populu sardu” e lo sciopero della fame di sette donne davanti alla sede della Regione, che richiedono l’applicazione dell’articolo 51, che prevede che la Giunta regionale, di fronte alla dimostrazione che l’applicazione di una legge Statale in materia economica o finanziaria risulti chiaramente dannosa per l’isola, possa chiederne la sospensione.
Dalla sua, il deputato Mauro Pili ha attivato una raccolta di firme (che mira alle 50mila) da inviare al Parlamento e che mira a ridurre i compensi riconosciuti ad Equitalia, al fine di concedere respiro e permettere alle più di 70mila aziende sarde indebitate di risollevarsi dalla loro situazione, in vista anche del futuro.

Foto: imageteam

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Sardegna, 5,5 milioni di fondi per lo sviluppo turistico

Coste della SardegnaLo Stato, nella figura del CIPE, ha premiato la regione Sardegna per la sua capacità di curare il proprio patrimonio paesaggistico e culturale, affidandole la somma di cinque milioni e mezzo di euro per incrementarne lo sviluppo turistico.

Il CIPE

Il CIPE, acronimo di Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica, è un organismo statale presieduto dal Consiglio dei Ministri e si occupa di stilare i bilanci e la programmazione economica italiana; è suo compito anche la premiazione, tramite l’affido di fondi (come nel caso della Sardegna), delle Regioni che hanno saputo incrementare il proprio sviluppo turistico mediante la cura e valorizzazione del proprio patrimonio culturale e paesaggistico.

I progetti dell’assessore Luigi Crisponi

Il 15 Novembre 2011 il CIPE ha premiato la Sardegna per la sua virtuosità: la Regione è stata infatti riconosciuta capace di attuare i programmi comunitari mirati alla valorizzazione turistica dei beni paesaggistici e culturali e per questo le è stata destinata la somma di cinque milioni e mezzo di euro.
Luigi Crisponi, Assessore al Turismo della regione Sardegna, ha mostrato la sua soddisfazione per questo riconoscimento e ha già mostrato di voler impiegare le nuove risorse attraverso un nuovo bando regionale, Progetti di Qualità, mirato a stimolare lo sviluppo attraverso una più efficace organizzazione dell’offerta turistica, occupandosi di sfruttare le risorse ambientali e culturali disponibili sul territorio.
L’assessore ha già stabilito una serie di incontri durante i quali designerà le priorità di questo progetto, con l’appoggio di campagne promozionali, fiere ed eventi di settore. Le finalità sono, tra le tante, avviare o potenziare gli itinerari all’interno delle filiere, pacchetti di offerta turistica (ad esempio percorsi dedicati agli amanti della bicicletta, del trekking, del diving), di ampliamento delle informazioni ai potenziali turisti, anche mediante l’utilizzo e la progettazione di siti internet dedicati, e dell’accoglienza turistica, grazie a partnership con operatori del settore portuale ed aeroportuale.
La Regione Sardegna, inoltre, è in attesa di ricevere l’approvazione, da parte della Commissione Europea, della modifica del Piano di sviluppo rurale, che prevede una “riformulazione di piani finanziari” e misure mirate al miglioramento del settore dell’allevamento (maggiore sviluppo dei pascoli, delle modalità di gestione dell’allevamento ovino e caprino e delle aree rurali).

Foto: Snappy

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Girolio d’Italia a Novembre fa tappa in Sardegna

Olio extravergine di olivaIl Girolio d’Italia attraverserà tutta la Penisola, week-end dopo week-end, toccando le diciassette regioni produttrici di olio per altrettante occasioni dedicate all’enogastronomia italiana: la protagonista della tappa sarda del Girolio d’Italia sarà Cagliari alla fine di Novembre 2011.

Il progetto del Girolio d’Italia

Il Girolio d’Italia è il progetto più importante dell’Associazione Nazionale Città dell’Olio per l’anno 2011 e ha lo scopo di unire idealmente tutte le regioni italiane, attraverso un prodotto rinomato e famoso nel mondo come l’olio, celebrando così i 150 anni dell’Unità d’Italia.
Il progetto enogastronomico prenderà il via nel week-end del 15-16 ottobre 2011 nella prestigiosa cornice di Selinunte Castelvetrano (TP), in Sicilia, concludendosi il 18 dicembre 2011 ad Arco (TN), in Trentino Alto Adige: la scelta del periodo in cui si snoda l’intero programma non è casuale, ma coincide volutamente con il periodo della raccolta e frangitura delle olive e della produzione dell’olio nuovo per l’anno venturo.
Diciassette regioni hanno accolto il progetto, unite nella volontà di promuovere non solo una produzione che è tra le più importanti dell’agricoltura italiana, ma anche di valorizzare le peculiarità e le usanze legate al rito secolare della raccolta delle olive tipiche di ogni singola regione. Ciascuna regione partecipante firmerà la pergamena (disegnata da Ro Marcenaro) che funge da “testimone” e che seguirà il progetto di città in città per tutta la sua durata; ad essa si unirà, ad ogni passaggio da una regione all’altra, la donazione di una pianta di olivo della cultivar locale, che verrà poi affidata ad una scuola con lo scopo di promuovere anche tra i giovani uno scambio culturale regionale legato all’olio.
Il Girolio d’Italia farà tappa a Cagliari, in Sardegna, alla fine di Novembre.

La tappa Cagliaritana del Girolio d’Italia

Il Girolio d’Italia giungerà a Cagliari, in Sardegna, nel week-end del 26 e 27 novembre 2011 nel Parco Monte Claro: la manifestazione si aprirà con un’Assemblea Ordinaria dell’Associazione Città dell’Olio alla presenza di autorità e istituzioni locali e procederà con la presentazione di progetti legati all’olio ed all’enogastronomia, al seguito della quale si procederà con la firma della pergamena e la consegna dell’ulivo da parte della delegazione della regione precedente (la Liguria).
La domenica sarà grande protagonista del Girolio d’Italia di Cagliari la Mostra Mercato, alla quale parteciperanno i principali produttori di olio della Sardegna, e durante la quale i visitatori potranno prendere parte a corsi di degustazione e laboratorio del gusto.

Foto: Luis Carlos Jiménez – Fotolia

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Sardegna taglia i vitalizi ai consiglieri

AmministrazioneLa Sardegna, prima assoluta tra le regioni a statuto speciale e tra le prime del resto d’Italia, mette in atto un nuovo piano “salva-crisi”, tagliando i vitalizi e le indennità per i consiglieri regionali

Vitalizi e indennità consiliari

L’indennità consiliare, prevista dallo Statuto Sardo nell’art. 26, è determinata in base alla legge regionale del 7 aprile 1966 e fissata in misura non superiore all’80% della corrispondente indennità parlamentale; l’indennità per i consiglieri regionali sardi viene corrisposta in dodici mensilità.
I vitalizi consiliari, invece, in base al Regolamento approvato dall’Ufficio di Presidenza il 21 marzo 2000, provengono da una quota dell’indennità mensile che viene messa da parte appositamente per comporre il vitalizio che il consigliere regionale riceverà a partire dal sessantacinquesimo anno di età. In alcuni casi, in relazione con il numero di anni di cui è stato composto il mandato, il limite di età può scendere fino al sessantesimo anno d’età; sempre a seconda degli anni del mandato (con un minimo di cinque – un intero mandato consiliare), l’importo del vitalizio varia da un minimo del 25% fino ad un massimo dell’80%, per consiglieri che abbiano goduto di un mandato consiliare di trent’anni o superiore.

Il provvedimento della presidentessa Claudia Lombardo

Il diciassette novembre 2011 la presidentessa della regione Sardegna Claudia Lombardo ha deliberato la modifica del Regolamento consiliare, assieme all’Ufficio di presidenza del Consiglio, tagliando i vitalizi e le indennità per i consiglieri della sua Regione. Già poche settimane prima, la Lombardo si era resa autrice dell’approvazione della legge per la riduzione del numero di consiglieri regionali da ottanta a sessanta e nella sua agenda figurano, per le prossime settimane, altri tagli sui costi della politica, come le proposte di riduzione delle indennità di carica, della diaria e dei rimborsi spese per i consiglieri regionali.
La presidentessa Lombardo ha sottolineato la volontà del Consiglio regionale della Sardegna di affrontare con la massima serietà la crisi e la recessione finanziaria che stanno colpendo tutti i cittadini, iniziando con la riduzione delle indennità e dei vitalizi consiliari; gli effetti si vedranno negli anni, poiché il provvedimento non è retroattivo, volendo tutelare le somme già versate dagli ex-consiglieri e da quelli in carica.

Foto: Alessio Orrù – Fotolia

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Il Sardegna Quotidiano

Il Sardegna quotidianoSardegna Quotidiano è approdato per la prima volta nelle edicole Cagliaritane, e successivamente in quelle Sassaresi, il 28 giugno 2011, proponendosi come complemento ai tre quotidiani regionali regionale sardi e distinguendosi per la peculiarità della sua nascita e della volontà di mantenere una natura apolitica, a favore di una maggiore obbiettività.

Sardegna Quotidiano: nascita, distribuzione e peculiarità

Fino all’estate 2011, i quotidiani sardi erano due, L’Unione Sarda e La Nuova Sardegna, affiancati dal giornale a distribuzione gratuita su tutta Italia Metro. Accanto a questi tre colossi dell’informazione regionale, come si inserisce Sardegna Quotidiano?
Innanzitutto bisogna tener conto di alcune peculiarità che lo hanno subito caratterizzato: Sardegna Quotidiano, infatti, non nasce come giornale “a sé stante”, ma come “foglio complementare” dei quotidiani regionali sardi, con un occhio dedicato alle città di Cagliari e Sassari, sulle quali ha puntato da subito la sua distribuzione, pubblicizzata anche dai social network.
Il giornale si propone con uscite no-stop tutta la settimana, senza pause domenicali, con una distribuzione limitata non solo alle edicole (al prezzo di €0,80), ma anche ad esercizi commerciali selezionati dove verrà distribuito gratuitamente a scopo promozionale; si compone di ventiquattro pagine a colori (ad opera del grafico Alberto Valeri), di cui otto dedicate all’edizione di Cagliari, e viene finanziato dal sostegno di piccoli imprenditori e dal supporto di Paolo Maninchedda, consigliere regionale sardo e presidente della Commissione Bilancio.
Un’ulteriore, forse la più importante, particolarità di Sardegna Quotidiano è la composizione del suo staff: l’iniziativa editoriale è infatti della Società cooperativa giornalisti sardi, costituita da nove giornalisti del gruppo EPolis che, fino alla dichiarazione di fallimento avvenuta nel gennaio 2011, pubblicava una dozzina di quotidiani in tutta Italia. Al vertice della cooperativa si trovano Antonio Moro, Alessandro Ledda (ex caporedattore de Il Sardegna) ed Enrico Fresu (capocronista), con la direzione di Fiorentino Pitonti.

Fiorentino Pironti, direttore di Sardegna Quotidiano

Fiorentino Pironti, direttore di Sardegna Quotidiano, nasce il 26 novembre del 1945 a Sassari ed entra nel mondo del giornalismo professionale del 1975, dopo una gavetta iniziata durante l’adolescenza come corrispondente del Corriere dello Sport del capoluogo sardo.
Per anni è stato vice-direttore del quotidiano La Nuova Sardegna e poi direttore alla Gazzetta di Reggio.

Foto: Adam Borkowski – Fotolia

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